Le 10 frasi che rovinano una conversazione senza che ce ne accorgiamo

Quando pensiamo alle conversazioni che finiscono male, immaginiamo spesso discussioni accese, urla o litigi ma in realtà molte relazioni non si incrinano per un grande scontro, si consumano lentamente, una frase alla volta.

Parole che sembrano innocue, abitudini comunicative che ripetiamo senza accorgercene e che, nel tempo, finiscono per creare distanza, incomprensioni e risentimento.

La cosa più interessante è che molte di queste espressioni vengono usate da persone che non hanno alcuna intenzione di ferire gli altri e proprio per questo vale la pena fermarsi a osservarle.

1. «Hai capito male.»

A volte è davvero possibile che ci sia stato un fraintendimento ma questa frase diventa un problema quando viene utilizzata automaticamente ogni volta che qualcuno esprime un disagio. In quel momento l’attenzione si sposta dal contenuto della conversazione alla capacità dell’altro di comprendere, invece di chiarire il messaggio, si rischia di invalidare l’esperienza di chi lo ha ricevuto.

2. «Era una battuta.»

L’umorismo può alleggerire una conversazione e creare complicità ma può anche diventare un rifugio molto comodo quando qualcuno ci fa notare che una frase lo ha ferito. Una battuta dovrebbe far sorridere entrambe le persone coinvolte e quando viene utilizzata per evitare qualsiasi responsabilità sull’effetto delle proprie parole, smette di essere solo una battuta.

3. «Te la prendi troppo.»

Questa frase contiene un messaggio implicito molto chiaro: “Il problema non è quello che ho detto. Il problema è la tua reazione.”

Il risultato è che la persona dall’altra parte si sente poco ascoltata e spesso anche giudicata.

4. «Stai calma.»

Probabilmente una delle espressioni meno efficaci della storia della comunicazione. Quando una persona è arrabbiata, frustrata o ferita, sentirsi dire di calmarsi raramente produce calma anzi più spesso produce ulteriore irritazione.

Le emozioni non spariscono perché qualcuno ce lo chiede.

5. «Lo dico per il tuo bene.»

Molte persone usano questa frase con intenzioni sincere, tuttavia le buone intenzioni non rendono automaticamente utile o appropriato ciò che stiamo dicendo. Una comunicazione efficace tiene conto sia dell’intenzione sia dell’impatto.

6. «Ho detto solo la verità.»

La sincerità è importante. Ma sincerità e modalità espressive non sono la stessa cosa e pensare una cosa e comunicarla con rispetto non sono attività incompatibili.

Dire la verità non richiede necessariamente di ferire qualcuno.

7. «Fai come vuoi.»

A volte significa davvero libertà di scelta, ma molto più spesso significa: “Non sono d’accordo, ma non voglio dirlo apertamente.”

È una delle frasi più comuni nella comunicazione passivo-aggressiva perché lascia l’altro libero solo in apparenza.

8. «Sempre.»

Le generalizzazioni hanno un grande successo nelle discussioni.

“Tu fai sempre così.”

“Arrivi sempre in ritardo.”

“Mi interrompi sempre.”

Ma dobbiamo ricordarci che quasi nessuno fa qualcosa sempre e che le parole assolute trasformano episodi specifici in identità permanenti e rendono più difficile il dialogo.

9. «Mai.»

Funziona esattamente come il suo opposto.

“Non mi ascolti mai.”

“Non ci sei mai.”

“Non aiuti mai.”

Anche quando nasce da una frustrazione reale, questa espressione rischia di far concentrare l’altra persona sull’eccezione anziché sul problema.

10. «E tu allora?»

È il momento in cui una conversazione cambia sport, non si parla più del problema iniziale, ma si entra nella gara per stabilire chi ha sbagliato di più. Il risultato è quasi sempre lo stesso: il problema resta lì e la discussione si allontana sempre di più dalla soluzione.

 

 

Le parole non sono sempre il problema e nessuna di queste frasi è pericolosa in sé, perchè tutti possiamo averle usate almeno una volta.

Il punto non è eliminarle dal nostro vocabolario ma accorgerci di quello che producono.

Le conversazioni migliori sono quelle in cui le persone riescono a correggere la rotta quando si accorgono che la comunicazione sta andando nella direzione sbagliata.

Perché comunicare non significa soltanto parlare ma anche osservare l’effetto che le nostre parole hanno sugli altri e molto spesso è proprio lì che inizia la differenza tra una conversazione che costruisce una relazione e una che la consuma lentamente.